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L’Espresso

Öcalan Roma da iken italya'da uayınlanan bir dergi Selim Çürükkaya ile röportaj yaptı.

Selim Cürükaya, uno dci fcmdatorf del PkTc, ehe nel ‘93 sfuggi rocambolcscamente ai tlcari d< Apo che l’aveva condannato a morte, ed èpoi riparato In Germania. Nella pagina accanto, il leader curdo Abdullah Ocalan.

UN FONDATORE DEL PKK ACCUSA OCALAN
Apo, sei il nemico dei curdi
colloquio con Selim Cürukkaya – di Stefano Vastano

N ITAUA AVETE UNA VlSlONETROP-

po romantica del Pkk.

E soprat- tutto di Abdullah Ocalan, che da alcuni continua a esscre seaxn- biato per un eroe del movimento di libcra- zione curdo, e invece ha svenduto la nostra causa». Mentre in Turchia si sla preparan- do il processo contro Apo (“zio”, il noitie di battaglia di Ocalan). in cui il leader curdo rapito in Kenya rischia la pena di morte per alto tradimento, SelimCürükkaya lancia un anatema contro il prigioniero richiuso nel carcere dell’isola di Imrali. Cürükkaya, na- to nel 1954 nel villaggio curdo di Tanzut, conosce bene sia la storia dci Pkk che quel- la di Apo: insieme con Ocalan e stato (ad Ankara nel 1978) tra i fondatori del Partito dei lavorätori curdi. Oggi 6 uno dei pochis- simi capi storici del Pkk a esser sftiggito al­le purghe di Apo: «Tuttigli aitri cofondato- ri del partito», dice, «sono stati nel frat- tempo o ammazzati per ordine di Ocalan (bastava un minimo sospetto per finire sul- la lista degli uomini da uccidere) o spinti al

Eliminazione dei dirigent’ del partito. Culto della personality Stretti legami con Damasco. Cosi il leader arrestato ha tradito la causasuicidio». Cürükkaya vive in Germania, na- scosto per paura dei sicari del Pkk. Ecco co­me vede la questione curda e il ruolo di Apo.

Quando ha visto Ocalan I’ultima volta?
«Nell’aprile del 1993».

Puô raccontard II vostro incontro?

«All’epoca, facevo parte del gruppo di- rigente del Pkk in Europa. Con altre 16 persone eravamo partiti per incontrare Apo a Damasco, la capitale della Siria. Ocalan mi ha fatto arrestare dai suoi sgherri».

Perché?

«Abbiamo avuto una discussione su que- stioni di organizzazione del partito. I lo osa- to criticare il crescente culto di personality di Apo. Mi hanno dato del traditore».

Com’e scappato da Damasco?

«Sono fat.ti miei. Posso solo dire che da Damasco mi hanno portato nella valle del­la Bekaa, ex quartier generale di Ocalan nella parte del Libano controilata dalla Si­ria. Da 11 sono riuscito a raggiungere Bei­rut. Avevo in tasca tre dollari. Mi ha aiuta- to la Croce rossa».

Tornlamo al Pkk e Ocalan…

«cAlTinizio, agli albori del Pkk nel 1978 ad Ankara. Ocalan era interessato al mo­vimento di liberazione nazionale curdo. Gia alia Cine di quelTanno, pert, Apo si e ri- fugiato in Siria: e da Damasco ha comin- ciato aliquidare, imo dopo l’altro, tutti idi- rigonti della prima ora del partito. ft anda- ta cosl: nel 1986 ci fu un vero e proprio gol- pe all’intemo del Pkk. E Ocalan ne e di- ventato una specie di dittatore. A partire da quella data. Apo si e trasformato ir. un fantoccio nelle mani del governo sirlano. Sotto il controllo di Damasco, nel giro di quattro anni, ha fatto fuori – eccecto me – tutti gli altri responsabiii de! Pkk, ridu- cendo i piu giovani dirigenti attuali a sem-

TURCHIAMONDO
ici megafoni delle sue sue direttive, let- e commentate dai fedeli corne precetti fede indiscutibili

»Epoi?

«Dopo aver t.rasforinato i] Pkk iu una ittura dittatoriale, e dopo avernc liqui-) 52 membri del Comitato di-

ente, Ocalan, nel 1998, ô s ta- j abbandonato da Damasco.

serviva più, o forse creava barazzo nei rapporti tra Ha- Assad Ipresidente siriano, lelaTürchia». on puô negare perô che per olti curdi in Germania e in Euro- ; p Ocalan è un mito…

«I! mit o di Ocalan andrà in freve tempo a pezzi csattamen- tr corne andô a pezzi, ai suoi npi, quello di Stalin. 11 culto j ’31a persona infatti si regge fin- ‘ dura la paura. Ora il popolo ’0 si iibererà, dopo la paura, j .die del mito di Ocalan». !

Ma pure per molti curdi in Tur- diia Ocalan è un eroe della lotta j û.liberazione… I «Negli ultimi venti anni, il go- rerno turco ha messo in atto spietata politiea di repres- ~ono del nostro popolo: che ha oriato all’esodo di cinque mi- ii curdi dai lore paesi rasi ilsuolo e all’assassinio di intel- Uuali e politici. Contro quesUi

repressione è insorta la no­stra resistenza. Ma ripeto Ocalan non è un eroe. Apo in realtà, eliminando i suoi com- pagni, e consegnandosi ai si- riani, ha t’inito per tagliare le gambe al nostro movimento cli liberazione nazionale».

In Germania vivono oggi mezzo milione di curdi. Di que- sti.ii mila sono considerati mi­litant! del Pkk. Hanno ragione i giornali tedeschi a parlare di una Raf (l’organizzazione ter- rorlstica che operava negli an­ni Settanta e Ottanta in Ger­mania) curda?

« Per i servizi tedeschi è mi­litante del Pkk ogni curdo che partecipa a una dimost.razio- ne per i diritti del nostro po­polo. Esagerazioni a parte, il Pkk in Germania si regge su una trentinaal massimo di di­rigerai nominati da Ocalan. Nelle città ci sono gli attivisti col compito di mobilitare la gente, incilandolaainneggia- re ad Apo: in tutto, 300 mili­tant! chenon sonoccito quel- la macchina da guerra temu- ta dai tedeschi».

Il timoré di azioni terroristiche del Pkk in Europa le pare quindi ingiustificato?

«Ê vero che, a partire dai 1990, Ocalan ha dato ordine di eseguire azioni terrori­stiche in Europa. Già nel 1997, perö, lo

stesso Apo ha comandato ai suoi quadri euronci di cessare i’i fuoco. Le azioni a cui abbiamo assisiito in questi giorni in Euro­pa sono solo dei gesti disperati iu seguito alla sua cattura: l’ordine esplicito di Cemil Bayik, respoasabiledel braccioarmato del Pkk. ù che tali azioni non si ripetano più».

Nei venti anni di guerriglia da chi e come è stata finanziato il Pkk?

«Che la guerriglia sia stata fînanziata con il vrafnco di droga ô una inenzogna in- ventata da Ankara. La principale fonte fi- nanziaria della guerriglia sono invece 1 curdi che vivono alFestero. Tranne la Si- ria, poi, nessun alt.ro paese, alme.no sino al 1993, ha appoggiato la guerriglia con aiuti materiali e consegna diretta di anni».

Secondo il quotidiano turco ‘’Hürryiet”, Ocalan avrebbe confessato di aver ricevuto armi dalla Greciae mine anti-uomodall’lta- lia. Le risulta?

«Le mie informazioni risalgono solo sino al 1993, quando ero ancoraattivo nel Pkk: per tutto quel période comnnque non ho mai senrito di consegne di armi né dalla Grecia ne dall’Italia. Più che probabile dunque che si trat.ti di invenzioni turche, 0 che Ocalan abbia cominciato a dire quel che gli si vuol far confessare soit.o l’influs- i>o di droghe».

Ora che Ocalan è fuori gioco, vivra ancora il Pkk?

«Perdue decenni Ocalan ha inseguito due soli obiettivi. Primo: affermare che il Pkk è lui, e che lui è il Pkk. Secondo: dire che il Pkk è il popolo curdo. e che il popo- locurdoê il Pkk. Ci ha messe vent’anni,ma

„ alla fine è riuscito a realizza-

rc questi obiettivi, vincendo la sua guerra privata contro il popolo curdo e la sua giu- sta causa».

Sta dicendo che il peggior nemico dei curdi è Ocalan?

«Si. Da quando è divenca- to il dittatorc clei Pkk Oca­lan ha rivolto le sue armi non solo contro i soldati tur- chi, ma anche coiU.ro ia po- polazione civile curda. Dalla Siria ha concentrato il fuoco contro le truppe rivali di Massud Barzani e Jalal Tala- bani nel Kurdistan del Sud (in Iraq, rulr.). Hacercatodi togliere di mezzo ogni alrro partito curdo legale come il Dep o l’Hadep in Turchia, mentre in Europa ê riuscito a far passare il Pkk per un gruppo lerroristico. Peggio di çosi non poteva servire la j causa del suo popolo».

Ora sono in tre, suofratel- j loOsman.ilresponsabiledel-        I la guerriglia Cemil Bayik >

e quello del Pkk (n Europa Kani YHmaz a contenders! il trono vacante del Pkk. Chi so- stituirà Apo?

«In questo caso, morto il profeta, ncssun caiiffo potrà mai rimpiazzarlo. I curdi han- no ora solo un’altemativa: o danno vitaage- nuine strutlure democratiche, con un vero partito che li rap p resent i sia a livello inter- nazionalc che nei loro rapport: con la Tur­chia; oppure. qualche piccolo emulo ten- terâ di sostituire il diktatöre. Ma, per toma- re alla sua domanda di prima, la fine di Oca- lan significa anche quella de! Pkk».

Come fa a esserne tanto sicuro?

«Nel mio libro sul Pkk ho insistito sugli aspetti arcaici dell’organizzazione del par- tito: retto in tutti questi anni da un Ocalan sempre più simile a un latifondista, avido e spietato con i suoi contadini servi. Ora che il vecchio padrone se ne andato, re- stano i fattori. Ma nessuno di questi ha la forza del vecchio padrone».

E a! lora che fare?

«Mai come ora il popolo curco ha avuco chance migliori per dar vita a un movi- mento democratico. Solo un simile movi- mento potrà reclamare e otxenere un vero sostegno intemazionale».

E la guerriglla contro Ankara?

«Continuer^. Perché la position e di fon- do délia Turchia, con o senza Apo, non è cambiata: annientare ogni rivolta e ogni pretesa alTautonomia, territoriale e cultu- rale, de: curdi. Con una pclilica violenta delgenere, Ankara tt riuscita a soggiogare le nostre rivolte. Ma r.on riuscirà mai a ri- solvere alla radice il problema di fondo délia questione curda».

E rispetto alla questione curda come si son mossî, secondo lei, i govemF europei?

«A partire dal 1980 a oggi, circa un mi- Iione di curdi hanno trovato esilio in*Eu- ropa. E ognuno di noi vi ha raccontato dei massacri, torture, erimini dacuiè fuggilo: dei 5 müioni di curdi cacciati dalle loro ter­re, dei 40 mila uccisi, dei 300 mila geltati in galera. Di fronte a tutto cio, i vostri go- verni hanno preferito tacere: la Turchia, imatti, occupa ben altra posizione nelio scacchiere mondiale déliaSiriao delTIran. E oggi mi chiedo: cos’è peggio, la vostra omertà o gii aperti erimin: della repressio- ne turca?».

Venti milioni di curdi, divisi fra Turchia, Siria, Iraq, Iran. Comesperaredi risolvere un problema de! genere?

«A dividerci sono i paesi che hanno co- lonizzato il Kurdistan. E ognuno di questi Stati ci usa solo per i propri interessi. La Siria ha usato Ocalan contro le truppe di Talabani. L’Iran, Talabani contro Barzani, e l’Iraq questi cont ro quelli. Solo un pro- cesso democratico spezzerà questa spira­le dei colonizzatori: riunili in istituzioni democratiche, i curdi saranno finalmente in grado di autogovernarsi». ■

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L’ESPRESSO 11 marzo 1999

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Selim Çürükkaya

1954 te Bingöl' de doğdu. Öğretmen okulundan mezun oldu. Siyasi nedenlerle on bir yıl hapis yattı. Gazeteci ve yazar. Yayınlanmış 10 adet Kitabı var. Siyasi mülteci olarak Almanya'da yaşıyor.

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